Stress: si può e si deve combattere?

Di Massimo Mondini

02/04/2015

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Durante gli ultimi anni i mezzi di informazione hanno parlato molto di stress; tale tendenza è dovuta sia alla crescente diffusione dello stesso sia alla maggior coscienza e attenzione alla qualità della vita da parte del mondo industrializzato.
Molti esponenti di diverse branche del sapere umano si sono dedicati allo studio di questa “cosa” chiamata stress: sono state svolte ricerche, stilate statistiche, ipotizzate cause e sperimentati rimedi. Purtroppo, nonostante gli sforzi profusi, i risultati in termini di possibile superamento di questo “male” sono ancora scarsi: i più pessimisti lo ritengono semplicemente una parte inevitabile della vita moderna. Tanti elementi lascerebbero effettivamente supporre che sia impossibile alleviarne i danni senza una rimozione preventiva, anche solo parziale, delle cause scatenanti.


Alcune correnti di pensiero suppongono invece che si possa dare una risposta molto decisa ed efficace alla maggior parte degli effetti nocivi derivanti dal cosiddetto stress, anche qualora le possibilità di modificare il contesto fossero limitate o nulle. Partendo dal presupposto che “mente e corpo sono un unico sistema”, idea che da qualche decennio si sta diffondendo in occidente, gli esperti ci suggeriscono di affrontare il fenomeno “combattendolo” su entrambi i fronti, integrando cioè il più possibile le risposte fisiche e quelle emozionali.
Il verbo è tra virgolette proprio perché l’attitudine a combattere è una delle prime che dobbiamo perdere: spesso essa è una delle maggiori cause di sofferenza, e di stress, dell’essere umano. E’ invece importante sapere ascoltare lo stress ed i suoi vari sintomi con attenzione e senza belligeranza poiché questi possono darci preziose indicazioni sulle nostre esigenze (riposo, svago, ecc.). Limitarsi a ignorare o, appunto, a combattere il sintomo o il fenomeno nel suo complesso equivarrebbe a rompere le spie dell’automobile per non vedere se si surriscalda o se mancano olio e benzina.
Che atteggiamento e quali contromisure adottare dunque per non finire cadere anche noi preda di questo male moderno? Innanzitutto eliminare la convinzione o l’insieme di convinzioni, anche le più radicate, che tale fenomeno sia inevitabile, poiché, in qualità di esseri umani abbiamo dei mezzi efficaci per poter controbattere agenti di stress anche molto potenti, le nostre risorse si rivelano ancora una volta incredibili… affrontiamo quindi la splendida avventura della loro valorizzazione.
Iniziamo a cercare di conoscere lo stress… il nostro stress: sì, perché, come ogni altra faccenda umana, lo stress è un esperienza soggettiva, che ogni persona vive in modo diverso in base alle proprie caratteristiche individuali. Spesso l’evento stressante non è necessariamente cattivo, è il significato che gli attribuiamo o la nostra capacità di gestirlo che fa la differenza. Lo stesso evento stressante può produrre effetti molto differenti tra persona e persona.
Anche se potrebbe sembrare un dono naturale, la capacità di reagire positivamente agli eventi stressanti può essere acquisita e perfezionata in molti modi. Alcuni autori Statunitensi utilizzano termine resiliency per indicare tale abilità. Resilienza significa elasticità, mobilità e, in questo caso, potremmo definirla come una somma di abilità, ad esempio, la capacità di adattamento attivo, avere cioè la flessibilità necessaria per adottare nuovi comportamenti, una volta che si è appurato che i precedenti non funzionano; la capacità di adattamento passivo, intesa come la possibilità di riuscire ad accettare le situazioni sulle quali non possiamo farci nulla senza continuare a valutarle negativamente ma imparando da esse, o, ancora più semplicemente, dedicandoci ad altro. Sulla base delle mie esperienze, posso affermare che il grado di resilienza allo stress di una persona è decisamente influenzato dal suo stato di benessere generale e, più specificatamente, dal sistema ormonale e da quello fasciale: l’ideale sarebbe quindi mantenere sempre in salute il nostro organismo attraverso un adeguato stile di vita e non correre ai ripari solo quando si presentano gli effetti deleteri di qualche agente di stress. Per chi avesse l’esigenza di ridurre immediatamente lo stato di stress, esistono alcuni brevi stratagemmi che, pur necessitando di essre integrati, a lungo termine, da risoluzioni più decise, permettono di modificare istantaneamente il proprio stato in meglio. Applicarsi, anche solo per pochi attimi, completamente ad uno o più tra queste azioni, non richiede altro sforzo che quello di decidere di farlo adesso.
I rimedi più semplici del mondo…

· Guardare un tramonto
· Cantare una canzone
· Ascoltare un po’ di musica
· Fare un sonnellino
· Stiracchiarsi
· Alzarsi presto
· Accendere una candela
· Fare una passeggiata sotto la pioggia
· Fare presente i tuoi bisogni
· Piantare un fiore
· Fare le bolle di sapone
· Andare a letto senza aver guardato la tv
· Chiedere un po’ di aiuto
· Stabilire le priorità
· Leggere un buon libro
· Fare un complimento
· Sostituire, nella tua testa, la parola “problema” con la parola “indovinello”
· Ridere
· Evitare le persone “negative”
· Guardare un bel film
· Un buon allenamento
· Ridere forte
· Un abbraccio
· Porsi dei limiti
· Agire subito
· Scrivere una lettera
· Sorridere un po’ di più
· Giocare col cane o col gatto
· Raccontare una barzelletta
· Far ridere un bambino
· Farsi un infuso caldo
· Fare un disegno strano e colorato
· Cucinare una cosa speciale

Anche semplicemente leggere questa lista e provare anche solo a immaginare di fare le cose descritte, soprattutto quelle più insolite, può già cambiare qualcosa….


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