Sebbene in alcune discipline, come ad esempio il taoismo, si parli di accettazione in senso assoluto, per la maggior parte dei casi questo approccio può essere molto pericoloso per il proprio percorso personale.

E’ necessario essere prima in grado di saper distinguere cosa accettare o cosa rifiutare in modo opportuno, così da preservare le proprie forze al meglio, procedendo con armonia nel proprio cammino.

Riflettiamo insieme su questo importante concetto:

 

E per te ha senso accettare tutto? Dicci la tua opinione 🙂

11 commenti

  1. Accettazione a volte viene intepretato come rassegnazione, e credo che questo non faccia sempre bene. Forse la vera accettazione del tutto sta nel vedere che non tutto ci piace, anzi ci sono delle cose che non ci riusciamo proprio ad accettare. Vedere la nostra conrapposizione la nostra incazzatura il nostro contrappoci è l’accettazione. Accettare è più vedere secondo me. In questo senso è salvifico.

    • Grazie Chiara per lo spunto! Il mio doscorso era su un altro aspetto ma il tuo contributo apre un nuovo filone di possibili riflessioni

  2. Concordo in pieno. Mai accettare acriticamente i cliché, soprattutto quando vengono proposti con una vena di moralismo (“dovresti”). Ragioniamo con la nostra testa. Grazie per la pacata riflessione di questo video.

    • Grazie Simona!
      Il conformismo può essere un altro tema da sviluppare nell’ottica di Movimento Arcaico, ottimo suggerimento 🙂

  3. Caro Massimo, complimenti per la tua visione olistica e molto realsita. Io per mio conto mit trovo spesso in un macinacaffe´:-) che cosi descrivo: sono in armonia, che mi creo con le mie tecniche e natura, allora acccetto tutto perche` in quello momento non percepisco nessun “attrito”. Quando mi manca energia mi, scusami il termine, fa schifo tutto e tutti hanno colpa:-) Nei momenti iperenergizzati, faccio fatica a contenere l`esplosione anche di rabbia per tutto quello che vedo e percepisco nel mondo e nelle persone. Quindi credo che dipende tutto da a) forma di giornata b) compiti, ostacoli che abbiamo. Ciao

  4. Ciao, ho imparato l’accettazione leggendo i libri di Eckhart Tolle e sono d’accordo con questo principio anche se non sempre riesco a metterlo in pratica immediatamente , tutto ciò che ci accade ha uno scopo per noi evolutivo , in questo senso si può accettare tutto almeno in teoria , se poi a livello pratico non siamo abbastanza forti spiritualmente da applicarlo in modo perfetto questo è normale che sia così, l’importante è mantenere saldo il concetto: tutto ha un senso , tutto ha uno scopo , tutto accade sotto la supervisione dell’intelligenza suprema anche se noi nella nostra condizione umana facciamo fatica ad accettarlo , certo che a volte mi arrabbio e alzo la voce e mi sfogo non pensando minimamente all’accettazione ,ma questo non vuol dire che non sia d’accordo con questo concetto , in certi momenti posso alterarmi e dare sfogo a i miei impulsi , ma dopo rivedo la situazione da un altro punto di vista e ho un approccio che mi piace di più e penso che sia più produttivo .
    Bisogna fare una distinzione , essere d’accordo con un principio che è giusto e sano in se non vuol dire che è alla portata di tutti gli aspiranti della crescita personale , probabilmente è un principio così tosto che occorre del tempo per poterlo integrare e usare con profitto come avviene per molti principi spirituali , non è che una cosa o è giusta o è sbagliata , probabilmente occorre aver fatto un certo percorso per poterla attuare con profitto , come avviene per molte altre cose , è logico che se uno non è pronto non ci si deve accanire per manifestare l’accettazione per forza , ma chi sta facendo un percorso di crescita personale già sa che le cose non si ottengono con la forza e o l’insistenza , ma con l’armonia e l’introspezione sincera che porta ad un cambiamento di consapevolezza , c’è un proverbio che recita : “quando l’alievo è pronto il maestro arriva ” il maestro potrebbe essere anche una attitudine come l’accettazione che uno può abbracciare solo dopo un certo progresso . Antonio .

    • Ciao Antonio,
      su Tolle ora non mi esprimo perchè ho girato un video specifico che uscirà tra poco e ti rimando a quello.
      Sul concetto che “tutto ha un senso”… sì e no. Noi esseri umani abbiamo dei limiti sensoriali e di elaborazione del pensiero da non poter comprendere pienamente il funzionamento dell’universo in senso lato.
      Credo che sia un enorme atto di arroganza (non mi sto riferendo a te) quello che fanno certi personaggi del mondo new age, e non solo, del credere o del voler far credere di interpretare correttamente eventi e segnali nell’ordine di un contesto cosmico. In realtà i loro ragionamento sono solo una sfilza di bias e fallacie uno dietro l’altro, tra i quali spiccano il senno del poi, la conferma, e (più subdolo ma sempre presente) la tautologia… oltre a tutti gli altri.
      Con tanto studio (ma tanto) meditazione, tecniche di ampiamento percettivo, potenziamento del pensiero intuitivo e altro è sicuramente possibile aumentare il nostro livello di comprensione della trama profonda degli eventi e la nostra capacità di connetterci con qualcosa di più grande di noi MA sempre ricordando che possiamo essere fallibili in qualisasi momento.

  5. Bisogna sempre selezionare il meglio, non esiste l’accettazione senza limiti è impossibile. Se una persona accetta tutto vuol dire che è apatica.

  6. Grazie Massimo, mi trovo concorde in quanto esprimi credo nel migliore dei modi, anche con una certa prudenza e coscienza diversificata nelle varie gradualità dell’Essere Umano.
    Trovo anche interessanti i commenti di chi ha scritto prima di me, sicuramente osservazioni dettate ognuno dalla propria esperienza. Si deve imparare tanto su di noi camminando
    lungo il sentiero e sappiamo che quando troviamo nel folto un pezzetto di strada che per noi è stato buono, non è detto sia tale anche per tutti gli altri; abbiamo la possibilità di
    assumerci la piena responsabilità delle cose che facciamo e possiamo permettere a noi stessi la sensibilità di sentire quella voce interiore che ci guida nel discernimento, ma
    nomarci come maestri è cosa delicata… piano piano si prosegue sperando anche ogni cosa venga illuminata.. a chi è all’inizio di un cammino è bene cominciare con piccoli passi..
    Ancora grazie a Massimo e a chi a commentato con un proprio sentire..

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