Scuola e creatività possono andare d’accordo

di Beatrice Perozzo

La creatività può essere vista, nella prassi, come una forza archetipica della nostra specie, e come tale è presente nell’essere umano e fa parte di esso come pilastro essenziale della sua esistenza.

La creatività è divertente, permette di trovare soluzioni differenti a problemi differenti e rappresenta una firma individuale che ci rende unici. La creatività permette di esprimerci e possiamo manifestarla nei modi che preferiamo.

Ma a scuola, come viene considerata la creatività?

Da insegnante ed ex studentessa posso dire che purtroppo, all’interno della scuola, la creatività viene sempre più sacrificata, specie nei gradi superiori di scuola, e sostituita da compiti tutti uguali, che richiedono il medesimo svolgimento e che mirano tutti ad uno solo esatto risultato.

Nonostante a parole e su carta la si esalti giustamente come fondamento della persona, nella pratica questo non succede: basti pensare ai lavoretti che si fanno alle elementari, sono tutti uguali! Alcuni sono anche molto carini e ingegnosi, ma restano comunque privi di personalità.

Non viene data la possibilità ai bambini di creare ciò che preferiscono con materiali messi a disposizione, ma viene data un’immagine da ritagliare e colorare, oppure un qualcosa da costruire con pezzi già pronti che basta assemblare. Questo perché il prodotto deve essere bello da vedere agli occhi dell’adulto, ma soprattutto perché il processo deve rispettare un ordine, un’idea di lavoro presente, ben radicata nella mente non solo degli insegnanti ma di tutti gli adulti, un’idea che stride con la voglia di sperimentare liberamente la propria creatività presente in ogni bimbo. Esteticamente è più bello un cuore con i brillantini e un fiorellino incollato sopra rispetto ad un foglio, solitamente stropicciato, con un mix di linee multicolor difficilmente interpretabili!

Ma analizziamo le due cose: quanto ragionamento e lavoro cognitivo c’è nel primo lavoro? E nel secondo? Con quanto e quale sentimento vengono fatti i due lavoretti?
Con questo non voglio censurare l’uno a favore dell’altro, ma spererei di invogliare tutti coloro che lavorano e si occupano di bambini, a unire le due cose, a introdurre anche la seconda modalità, quella della creazione libera, non solo quella guidata e vederne gli effetti.

La cosa bella è che la libera creatività la si può applicare in ogni grado di scuola e nelle più svariate materie! Sperimentare per credere!

Ammetto di essere avvantaggiata insegnando educazione fisica alle medie, ma ho voluto provare ed il risultato è stato sorprendente!

Ho dato ai ragazzi un compito creativo, da fare a gruppi o individualmente; ho lasciato loro carta bianca, potevano inventare esercizi, scenette, coreografie, servendosi di qualsiasi mezzo o strumento, purché fosse attinente con il movimento.

Elenco brevemente ciò che ho riscontrato:

  • Quasi tutti i ragazzi hanno svolto il compito molto volentieri, trovandolo divertente;
  • Molti ragazzi che a scuola risultano poco motivati si sono presentati con tanto di progetto scritto e mappe con descrizione di quello che avrebbero mostrato;
  • Le ragazze più timide e quelle che di solito non brillano in questa materia sono riuscite ad inventare e poi mettere in pratica qualcosa di bello e originale.

Devo dire che i lavori che gli alunni mi hanno mostrato sono stati tutti ben fatti, pensati e ragionati, tutti avevano qualche elemento inserito per sorprendere e stupire.

Ho visto gruppi eseguire salti che solitamente a scuola non si fanno, come per esempio fare canestro saltando da una panchina, superare ostacoli eseguendo capovolte, alcuni hanno portato il parkour arrangiandosi con panchine, spalliere e altri attrezzi presenti in palestra.

Altri ancora hanno realizzato coreografie con funicelle, scenette in cui venivano rappresentati i giochi tradizionali di una volta, altri ancora un lavoro che parlava della bellezza della natura.

Uno dei lavori più belli, che mi ha fatto venire letteralmente la pelle d’oca, è stato fatto da un gruppo di ragazze (quelle non troppo atletiche) che in quattro sketch musicali hanno rappresentato alcuni aspetti importanti dell’adolescenza: il bullismo, l’isolamento, la confusione mentale e la gioia dell’essere giovani.

E’ stata un’esperienza piacevole e illuminante, mi ha permesso di avvicinarmi ai ragazzi e capire meglio i loro gusti e i loro interessi.
Ha permesso ai ragazzi di esprimere e dar spazio a ciò che piace loro, dalla danza al calcio, ma reinventandoli e dando loro una nuova forma. Hanno pensato e creato, inventato e poi messo in pratica qualcosa che è nato direttamente da loro.

La creatività a scuola è possibile!
E’ possibile in palestra ed è possibile anche in classe, dando loro la possibilità di creare una poesia, o una canzone, facendo rappresentare come meglio credono una parte del mondo mentre studiano geografia, mettendo in scena un evento storico o altro.

Beatrice Perozzo, laureata in Scienze Motorie, insegnante di Educazione Fisica ed esperta di Movimento Arcaico.


Se anche tu hai a che fare con bambini e ragazzi, prova a dar loro la possibilità di essere liberamente creativi… e poi raccontaci nei commenti la tua esperienza!


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