Due test per gli addominali, uno facile e l’altro difficile

di Massimo Mondini

Dopo aver provato il primo test ed aver avuto, probabilmente, una sorpresa è il caso di passare al secondo?

Non ne possiamo fare a meno?

No, è da fare anche questo... rientra tutto nella logica che alla fine di questi test ti saprà indicare qual è la condizione dei tuoi addominali.

Come l'esercizio della bicicletta, anche questo sollecita non solo il retto dell'addome (quello che tutti siamo abituati a pensare come “addominali”) ma anche un'altra serie di muscoli importantissimi che rientrano nella categoria degli addominali o che comunque interagiscono con questi.

Ora non entriamo nei dettagli anatomici né in quelli funzionali, ho già scritto molto sull'integrazione del movimento di questi muscoli, ora concentriamoci sul test.

Vale lo stesso discorso che abbiamo fatto per il precedente: per molte persone può essere troppo impegnativo quindi, se senti che i muscoli stanno in qualche modo per “cedere” non fare l'eroe e abbandona il test.

Secondo test

Prendi posizione con braccia e gambe a terra (come un plank) e ci stai per 30 secondi, poi stacchi il braccio sinistro da terra lo distendi parallelo al pavimento in direzione cefalica (davanti a te) e stai così per 15 secondi, lo riappoggi e immediatamente fai la stessa cosa col braccio sinistro, sempre per 15 secondi, poi riappoggi e stacchi il piede destro 10 cm da terra lasciando al gamba tesa, mantieni per 15 secondi, poi la riappoggi e fai la stessa cosa con la sinistra, alla fine fai ancora 30 secondi con i quattro arti a terra.

È fondamentale mantenere per tutto il tempo tutto il corpo perfettamente in asse, la respirazione libera e continua.

Il mio istruttore di Savate era fissato con quest'esercizio, lo faceva ripetere molte volte anche come esercizio per mantenere la tensione tra un round e l'altro: negli sport da combattimento avere molta forza e resistenza in quest'area è fondamentale ma noi ci accontentiamo di un giro... per ora

Attualmente molte scuole di fitness utilizzano questo come vero e proprio esercizio. Io tendo a non consigliarlo per due motivi:

  • è noioso
  • se l'esecuzione non è perfetta può creare tensioni alla schiena.

Terzo test

Veniamo ora al terzo e ultimo test... che a differenza dei primi due non è assolutamente faticoso: in realtà quest'ultimo valuta più che altro l'intelligenza motoria della tua parete addominale, ti serve quindi per capire se alcuni gesti di base che il tuo addome deve saper fare sono ben coordinati o no.

Quando provi a fare questo movimento assicurati di essere in un posto dove, se dovessi perdere l'equilibrio, non arrechi danni a te stesso o ad altri. Di solito comunque non si perde l'equilibrio tanto facilmente.

Veniamo al test: si tratta di metterti in piedi e fare un gesto come se ti dovessi infilare un calzino (senza sederti) e senza realmente infilarti il calzino, basta solo il gesto.

Fatto?

Bene.

Hai notato cosa fa il tuo addome mentre avvicini le mani al piede?

  1. Tende a ritrarsi
  2. Rimane così com'è
  3. Tende ad espandersi

Se non hai notato niente prova a rifare il gesto con più attenzione e, mi raccomando, esegui su entrambi i lati.

La prima reazione è quella auspicabile: indica una buona interazione tra i flessori dell'anca e il traverso dell'addome.

Nel caso il tuo addome non tenda a retrarsi non c'è comunque pericolo, però sarebbe bene ripristinare prima possibile questo “collegamento”, non appena l'avrai ripristinato ti accorgerai che, come per magia (in realtà è fisiologia) non solo migliorerà la tua respirazione ma anche la schiena sarà più mobile e i movimenti più coordinati.

Finiti i tre test allora abbiamo esaurito l'argomento “addome”? Assolutamente no! Anzi le cose più importanti te le dirò nel prossimo articolo.


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