Nel corso di una psicoterapia a volte si raggiunge l’impasse. Ci si blocca. Il paziente sente che le sue risorse non bastano, si convince che più avanti di così non si va. Vede la sua felicità come noi possiamo vedere il parco di una villa attraverso un cancello chiuso, dopo che abbiamo fatto tanta strada per arrivare fin lì.

Una giovane donna che chiameremo Veronica ha raggiunto, nel corso della terapia, questo punto. Ci siamo incontrati a causa dei suoi problemi di ansia, depressione, ossessività, isolamento sociale, frustrante vita affettiva. Abbiamo subito lavorato sul tono dell’umore e sullo stile di pensiero e relazione: questo le ha permesso di trovare in breve tempo lavoro, attualmente ricopre un importante ruolo amministrativo in un’azienda manifatturiera. In parallelo abbiamo lavorato sugli aspetti relazionali: si è sganciata dalla famiglia di origine ed è impegnata in una relazione affettiva complessivamente soddisfacente.

Veronica mi dice che vorrebbe superare gli ostacoli che le impediscono l’ulteriore salto di qualità che desidera, sia in ambito professionale che affettivo. Ma sente di non farcela, di essere invasa da un passato carico di angoscia e frustrante che la blocca.

In studio, nel contesto della psicoterapia, abbiamo già utilizzato i gesti del Movimento Arcaico. Decidiamo insieme di ampliare questa parte del lavoro e di praticare i gesti arcaici in un ambiente naturale. Andremo a praticare nel greto del fiume.

Un breve riscaldamento per preparare il corpo, una spiegazione sintetica, e iniziamo a praticare la camminata arcaica. Veronica la associa alla sua postura rigida e ci si dedica di buon grado. Camminiamo una buona mezz’ora sempre più sciolti e spediti. Le piace sentirsi mobile. Esprimiamo in parole la sensazione di scioltezza e forza.

Sulla strada del ritorno ci fermiamo e raccogliamo dei sassi, via via più grandi. Finalmente la invito a sollevare un pesante masso che è chiaramente oltre le sue possibilità fisiche. Un po’ perplessa, accetta il compito. Il lavoro svolto finora insieme le infonde fiducia.

Vedo sul suo viso lo sforzo, la concentrazione, la curiosità, l’impegno, fino a quando per la stanchezza accetta l’impossibilità del compito e rinuncia. Le chiedo cosa sente. Si ascolta, vedo la concentrazione. Finalmente mi dice che si sente energica, forte “anche se non sono riuscita a spostarlo”. La sensazione è positiva, e non insisto sulla contraddizione che Veronica ha espresso. Capisco che ci lavorerà da sé, non serve intervenire.

Durante la seduta successiva, che teniamo in studio nell’abituale contesto di psicoterapia, Veronica condivide con me la sua esperienza al fiume e le successive riflessioni.

Ha trasformato la sua esperienza col masso in una metafora del suo rapporto col passato: “E’ inutile che ci penso sempre e ci giro sempre attorno e ci spreco tante energie. Resta lì, mi conviene fare altro. E’ meglio”.

Certamente torneremo ancora, e più volte, su questo punto. Ma la strada adesso è sgombra…

Luca Brambullo, psicologo psicoterapeuta, specialista in Psicologia Clinica ed esperto di Movimento Arcaico.

 


 

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5 commenti

  1. Quanto sia universale la capacità del movimento arcaico è incredibile, tocca proprio tutti gli ambiti. Me ne rendo conto anche io personalmente, regala tutte le prese di coscienza possibili e immaginabili, ti scava nel profondo.

    • Caro Alessandro,
      Grazie per il tuo tempo e per l’interesse.
      Il Movimento Arcaico dona strumenti potenti e chiarezza di visione, per questo mi ci dedico e lo integro nel mio lavoro…
      Poi sarai tu a decidere di te, con gli strumenti e la chiarezza che avrai saputo costruire

  2. Finalmente mi dice che si sente energica, forte “anche se non sono riuscita a spostarlo”

    Come mai è una contraddizione?

    • Caro Massimiliano,
      Grazie per l’attenzione.
      Usualmente le persone provano soddisfazione quando riescono in un compito. Diversamente, provano un qualche tipo di frustrazione. In questo caso, al non riuscire segue uno stato di soddisfazione. La contraddizione c’è.
      Viene spiegata avendo un po’ di pazienza, collegando il movimento al suo significato profondo, cosa non immediata…
      Spero di averti risposto in modo chiaro

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