Sono troppo grassa. Ma è vero?

di Marco Malatesta

Molte ragazze dicono di non piacersi per il fatto di essere troppo grasse.

È interessante il fatto che di solito questo tipo di lamentela viene esternata non da ragazze con un evidente sovrappeso, ma da ragazze per le quali la parola “grassa” è sicuramente esagerata, e con un corpo la cui forma non si discosta molto da quella corrispondente ai comuni standard di bellezza della società in cui vivono.
Questo potrebbe far pensare che lei semplicemente sia molto pignola e desideri perdere quei pochi chili in più rispetto a quelli di un corpo “perfetto”. Più spesso la realtà è ben diversa, e cioè sussiste una percezione alterata della propria immagine.

Un esperimento

Descrivo di seguito un metodo che ho usato per verificare la presenza e il grado di dispercezione sulla magrezza/grassezza di una ragazza che riteneva di essere grassa, ispirato a una tecnica usata per le ragazze anoressiche di cui mi parlò anni fa mia cugina quando seguiva il corso di specializzazione in psichiatria. È un metodo molto semplice che puoi attuare anche tu se disponi di una fotocamera e un computer.

  •  Fotografa la ragazza dal collo fino ai piedi, senza includere la testa, e con le braccia completamente alzate, con inquadratura frontale anteriore e poi posteriore.
  •  Trasferisci le foto su un computer e, senza che lei guardi, con un programma di fotoritocco per ogni foto effettua un allargamento dell’immagine esagerato, in modo che si noti palesemente.
  •  Adesso la ragazza può guardare lo schermo del computer. Dalle il mouse e chiedile di usare lo strumento di regolazione del programma di fotoritocco per riportare la larghezza dell’immagine a quella che ritiene rispondente alla realtà.
  •  Esegui il salvataggio delle immagini senza sovrascrivere i file originali.
  •  Confronta le nuove immagini con le foto originali, e così avrai un’idea di quanto la percezione del proprio corpo di questa ragazza si differenzia da come lei è realmente.

Nota: L’esclusione dalla foto di testa e arti superiori serve affinché la ragazza si regoli sulle zone a cui normalmente ci si riferisce parlando di grassezza o magrezza, cioè il tronco e gli arti inferiori; avere la possibilità di vedere le braccia e soprattutto il viso (per il quale di solito si commette un errore di percezione minore) costituirebbe un notevole aiuto per avvicinare l’immagine alla realtà, falsando quindi il test.

Riporto qui sotto i risultati dell’indagine che ho eseguito con la ragazza a cui accennavo sopra. Questa ragazza non è anoressica ed è una delle tante ragazze che non sembrerebbero avere problemi di auto-percezione, anche agli occhi di amici e parenti. L’unico aspetto che può risultare evidente in merito, e che del resto è comune anche a chi ha una percezione normale del proprio corpo, è la sua attenzione a non mangiare troppo e in particolare a non eccedere con dolci, pasta e pane. Parlando con lei ho scoperto che, a dispetto delle apparenze, pensava molto spesso durante il giorno al fatto di essere grassa.

AUTO-PERCEZIONEREALTÁ
 Corpo1 Corpo2
 Corpo3 Corpo4

Sia per l’immagine con visione anteriore, sia per l’immagine con visione posteriore, la ragazza ha stabilito come plausibilmente rispondenti alla realtà immagini larghe di circa una volta e mezzo rispetto a quelle originali.

Precedentemente avevo sottoposto questa ragazza anche a una variante di questo test, in cui l’immagine modificata, anziché allargata, era molto ristretta, in modo che la riduzione di larghezza fosse palese.
In questo caso, curiosamente, la ragazza ha modificato l’immagine portandola a una larghezza di pochissimo superiore a quella reale.

Questo lascia pensare che, sentendosi dire “Sei magrissima”, la sua risposta emozionale sia abbastanza “sobria”, e cioè del tipo “No, non sono poi così magra come dici… diciamo che sono normale”, mentre sentendosi dire “Sei grassissima” la sua risposta emozionale sia del tipo “Non proprio grassissima, ma grassa sì”.

Inoltre, ancora precedentemente avevo voluto eliminare il rischio di ottenere dalla ragazza un’osservazione del tipo “Forse il fatto è che io non ho grande memoria visiva”. Così le avevo fatto eseguire lo stesso test con la foto di un’altra persona che conosceva bene. Esito del test: immagine percepita praticamente uguale a quella reale.

L’utilità di questi test sta nel mettere la ragazza di fronte alla realtà con una efficacia maggiore rispetto a cercare di convincerla a parole. Anche se ciò probabilmente non è sufficiente a che lei sia soddisfatta del proprio corpo, è comunque un buon primo passo affinché si possa fare un’idea più ponderata su quanto davvero sia necessario intervenire a livello fisico sul suo effettivo peso corporeo e quanto a livello emozionale sulla sua percezione.


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