Negli ultimi anni si è parlato tanto di benessere e se ne continua a parlare in tutti i modi possibili: esistono riviste specializzate, inserti nei quotidiani, rotocalchi televisivi, rubriche radiofoniche e diversi siti web dedicati all’argomento.
Non è facile parlare di benessere; le opinioni in merito sono tante, ogni matrice culturale propone delle linee guida che vengono ulteriormente interpretate dagli addetti al settore: abbiamo la medicina convenzionale e quella alternativa, le medicine complementari e le cosiddette tecniche olistiche, gli approcci spirituali e quelli psicologici. Ogni scuola ha da dire la sua e ogni scuola propone concetti interessanti; se su alcuni temi spesso convergono, su molti altri prendono posizioni totalmente opposte, tutte però, sono d’accordo su un presupposto: oggi l’uomo, la donna e il bambino sono assoggettati ad uno stile di vita carico di fattori nocivi per la salute fisica e psichica.

D’altronde non occorre essere addetti ai lavori per notare che ormai, più o meno ovunque, le prestazioni richieste all’essere umano in campo lavorativo e sociale tendono a scinderlo dai suoi bisogni più profondi: che si viva a New York o a Nuova Dehli, in una capitale europea o del sud est asiatico, si è comunque sottoposti, ogni giorno, ad una grande quantità di “agenti” poco rispettosi del nostro benessere. Tra questi spiccano: abitudini alimentari malsane, lavoro sedentario o fisicamente logorante, tempo “libero” occupato da mille impegni, scadenze improrogabili, vita relazionale insoddisfacente o “tesa”, esposizione ad agenti inquinanti (smog, pesticidi, prodotti industriali di ogni genere), rumori, fretta, vita sessuale insoddisfacente, litigi, preoccupazioni famigliari e così via.
Gli effetti prodotti da quello che ci circonda sono sotto gli occhi, e anche sotto la pelle, di tutti: otto italiani su dieci soffrono, in età adulta, di mal di schiena; uno su quattro ha problemi di carattere psichico; le varie patologie legate allo “stress” come cefalee, gastriti, coliti, ecc. non si contano; i ragazzi sviluppano in età sempre più precoce stati di ansietà, attacchi di panico o addirittura depressione infantile.

Il quadro potrebbe apparire sconfortante, e di fatto lo è, ma è anche possibile fare molto per migliorare la qualità della nostra vita di cittadini: esistono diverse possibilità per incrementare il benessere indipendentemente dall’età, dal sesso e dalla disponibilità economica. Tralasciando l’auspicabile trasformazione della nostra civiltà, per la quale ognuno comunque può fare qualcosa, cerchiamo di trovare dei margini di miglioramento nel nostro spazio privato.

Negli ultimi anni è stata pubblicata una quantità di manuali che forniscono consigli utili per un miglior stato di salute; alcuni tra questi sono particolarmente validi poiché scritti da autori dotati di profonde conoscenze nel campo della medicina e realmente sensibili alle problematiche odierne. Su questi manuali troviamo importanti suggerimenti a proposito dell’alimentazione, dell’esercizio fisico, delle abitudini e anche del pensiero e delle emozioni. Prima di attuare o tentare ogni eventuale esperimento o modifica del proprio stile di vita spinti da un preciso e specifico malessere, è importante ricordare che è necessaria una approfondita e serena presa di coscienza del nostro stato attuale. Infatti, per quanto concerne l’esperienza di numerosi terapisti, un singolo sintomo (sia esso sotto forma di dolore fisico sia di disagio emotivo) solitamente non rappresenta uno stimolo sufficiente per introdurre cambiamenti nella nostra routine.
Può sembrare strano ma l’essere umano, come tutti i sistemi complessi, tende all’economia di funzionamento e le abitudini, gli schemi ripetuti rappresentano al meglio questa sorta di “economia esistenziale”.
Pertanto, anche se soffriamo di qualche disturbo, abbiamo dentro di noi una forza che ci tiene parzialmente radicati alle abitudini nocive: per questo per molta gente è così difficile cambiare! Non è pigrizia e non si tratta nemmeno di essere in qualche modo “sbagliati”, semplicemente aderiamo ad un principio di sopravvivenza potente e primitivo e, in questo caso, molto poco funzionale al nostro benessere. Saremo quindi portati a rispondere al sintomo, ad esempio il mal di schiena, con la risposta più rapida ed “esistenzialmente” più economica (un analgesico). Ciò non risolve definitivamente il problema; l’effetto del farmaco sarà temporaneo e non privo di effetti collaterali ma abbiamo comunque prodotto un miglioramento e, al nostro cervello, tanto basta. Insomma un singolo sintomo, per il nostro sistema di percezione, rappresenta un piccolo problema per cui il nostro sistema motivazionale ci porterà ad una piccola soluzione, mentre la percezione di più livelli da aggiustare, la necessità di cambiamenti su più fronti, porterà a motivarci verso soluzioni più complessive e durature, che terranno conto dell’intero sistema e che sono, in fin dei conti, più economiche.
Una volta valutata e percepita la nostra reale condizione fisica ed emotiva è bene cominciare subito a fare qualcosa, o a smettere di fare qualcosa, per migliorarla.
A differenza di un singolo sintomo, una visione di insieme della nostra attuale condizione psicofisica può essere molto più stimolante per cambiare la nostra vita verso uno stato di maggior benessere, un punto di partenza per sentirci ogni giorno un po’ meglio e magari poi tra qualche tempo guardarci indietro e notare quante cose siano cambiate.

1 commento

  1. grazie per le preziose informazioni , credo che il nostro modo di vivere sia il responsabile sia della nostra salute che del nostro malessere . mettiamoci poi tutti gli agenti esterni sia fisici che psicologici. sono pero’ daccordo che dobbiamo prestare molta piu’ attenzione al modo in cui viviamo la nostra vita di ogni giorno. un consiglio che posso aggiungere per cominciare , e’ che ognuno di noi si prenda il tempo ogni giorno di lavorare per migliorare il nostro modo di vedere la parte interiore di noi. percio’ consiglio una meditazione giornaliera per cominciare a migliorare la nostra salute sia fisica che spirituale
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