Ti sei mai chiesto cosa succeda in te quando corri per 5 km in un circuito? O quale sia la differenza tra sollevare ripetutamente un manubrio in palestra e portare cibo alla bocca?

In questo video Massimo Mondini ci spiega perché un gesto funzionale, ossia qualsiasi movimento che l’essere umano fa con uno scopo, ha un impatto migliore rispetto ai movimenti ripetuti meccanicamente. Reintrodurre i gesti funzionali può portarti a migliorare le tue prestazioni sportive o ad iniziare finalmente a praticare attività fisica in modo coerente con la tua natura.

Hai già qualche idea su come reintrodurre i gesti funzionali nella tua pratica sportiva e nella tua vita? Commenta qui sotto per iniziare a parlarne insieme 🙂

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14 commenti

  1. daccordissimo, però se parliamo di allenamento funzionale nel senso che deve svolgere una funzione che viene da uno stimolo o da uno scopo è dura da mettere in un contesto di vita. A meno che uno per allenarsi vada a fare il contadino nel tempo libero, oppure vada al lavoro in bicilcetta. Oppure cosa proponi?

    • Ciao Matteo,
      grazie per la domanda. Non ho parlato di allenamento funzionale ma di gesto. Sono due cose completamente differenti 🙂
      La pratica sportiva è piena di gesti funzionali, ogni sport di situazione e anche gli sport ciclici.
      L’allenamento è un’altra cosa, gli esercizi che implicano una ripetitività, per definizione, non possono essere considerati gesti funzionali. Va benissimo farli comunque, non c’è nulla di male, anzi. L’importante è però reintegrare i gesti funzionali nel nostro “allenamento” quotidiano.
      Quello che propongo solitamente per avere un buon impatto allenante sono i movimenti archetipici di danza e lotta, che trovi in Evoluzione Arcaica avanzata e in qualsiasi buon corso di lotta e di danza (con preferenza nelle danze tradizionali)
      Fammi sapere se ti serve qualsiasi altra informazione

  2. Mi piacerebbe conoscere un movimento funzionale rispetto al curl per una persona che gli piacciono avere le braccia più grosse…E’ possibile avere quello scopo e fare un movimento funzionale nello stesso momento? Che ne so, spostare carichi grossi nella natura, che divertano e porli come gioco. Porli come gioco stabilirebbe uno scopo per cui fare quei movimenti, con effetto dopo sull’estetica e la massa muscolare. Ragionamento corretto?

    • Ciao Massimiliano,
      grazie per aver condiviso la tua riflessione. Se vuoi avere braccia più grosse fai cultura fisica, è la cosa migliore. Se vuoi aumentare la circonferenza delle braccia esclusivamente a suon di gesti funzionali allora ci vuole molto più tempo, ti consiglio di lavorare sulla quadrupedia (in maniera impeccabile), sui gesti di arrampicata (che puoi simulare in parte anche con le trazioni alla sbarra), i gesti di spinta e trazione della lotta e giochi di presa con le pietre.
      Il concetto però è questo: cos’è presente nella tua mente quando fai i gesti?
      Se sei pienamente concentrato nel gesto, nella sua funzione e nell’esecuzione motoria allora sei in quello stato di congruenza a cui faccio riferimento nel video, se invece li stai facendo pensando “porca miseria che fatica, ma almeno mi verranno le braccia grosse” non sei per nulla in quello stato.
      Chiara la differenza?
      Ovviamente nulla ti vieta di fare cultura fisica (fatta bene) e Movimento Arcaico… così prendi il meglio dei due mondi e ottieni rapidamente entrambi i tuoi obiettivi 🙂

  3. Dico un’altra cosa: da due mesi pratico il movimento arcaico con l’obiettivo di migliorare la mia voce. In realtà però, dalla scorsa settimana ho incominciato a praticarlo anche liberamente, per piacere, benessere, esplorazione, gioco, magari avventura in futuro, conoscenza di se stessi, ecc. Mi piace, ma c’è una funzionalità in quello che faccio? Per esempio saltare a piedi pari sul posto mi piace e mi diverte, ma non so se sia funzionale per qualche cosa…sicuramente per il mio obiettivo del migliorare la voce, ma l’obiettivo non è li presente…

    • Per rettili, anfibi e uccelli no, ma per i mammiferi il piacere e il divertimento nell’esplorazione motoria sono funzioni FONDAMENTALI per lo sviluppo del sistema nervoso, delle abilità motorie, biomotorie e sociali. Quindi sei sulla strada giusta.
      Aggiornaci sui tuoi progressi con la voce e facci sapere se hai bisogno di indicazioni specifiche

      • Scusate la mia intromissione, ma in che modo il movimento arcaico migliora la voce? E quali aspetti della voce migliora?
        Sarei interessato ad un approfondimento a riguardo 🙂

        • Ciao Matteo,
          l’emissione vocale è un archetipo motorio che può essere espresso in tanti modi differenti.
          Avrai sicuramente presente il fatto che quando sei in determinate condizioni fisiche la tua voce può cambiare timbro e potenza, senza che tu faccia nulla per modificarla. Questo perchè la qualità della tua voce dipende tantissimo dal tuo stato fisico , dalle tensioni interne di diaframma, gola, palato ecc e dall’allineamento della struttura (torace, testa , scapole, ecc).
          noltre incide tantissimo il tuo stato interno, inteso come attivazione dei vari sistemi emotivi.
          Inoltre ci sono degli aspetti specifici un po’ più tecnici come ad esempio l’allineamento dell’orecchio interno e la percezione dell’espensione della voce come raggio d’azione.

  4. In realtà da quando pratico il movimento arcaico non mi interessa più la cultura fisica. Però sono arrivato a questa comprensione: se c’è lo stato di congruenza tra gesto e stato mentale si cresce più velocemente o meglio, insomma c’è sicuramente un effetto positivo. Inoltre se la pratica della cultura fisica è fatta con benessere, subito nel momento in cui si fanno quei gesti, è molto più efficace. Quindi in teoria il no pain no gain avrà forse una certa efficacia, ma non può dare certe cose.
    Infine ecco un esempio di come abbinare un esercizio di cultura fisica a uno stato di congruenza: fare esercizi di pompaggio. Questo perchè temporanemente i muscoli diventano più grossi, e questo può aiutare in un percorso di cultura fisica. Il punto però è che si dice che il pompaggio non sia così utile per l’ipertrofia, però seguendo il ragionamento da te proposto, a un gesto (certamente ripetitivo) si abbina un obbiettivo, seppur temporaneo. Anche questo può essere una proposta corretta?

    Infine un’altra cosa: se una persona vuole fare cultura fisica ma ha quei pensieri in testa, cosa fare? Si deve abbandonare la cultura fisica? Io dico dipende, nel senso che la maggior parte delle volte secondo me all’uomo non interessa la cultura fisica (preferisce il benessere, l’espressione delle qualità, la realizzazione di sé, il gioco, l’avventura, l’esplorazione, eccetera), ma a qualcuno sì. Come fare a capirlo? Cambiare esercizi e scegliere quelli che danno le sensazioni giuste?

  5. Ciao Massimo sono la mamma di una bambina di 6 anni molto dinamica. Le piace correre, saltare, arrampicarsi, inventarsi “percorsi”, giocare a basket, pallavolo, il nuoto e la danza (tutto praticato più come gioco)
    Da quando ha cinque anni frequenta un corso di ginnastica ritmica in quanto da sola e liberamente ha voluto imparare a fare ruote verticali eccetera. L’ho iscritta pertanto a questa scuola. Ci va volentieri ma vedo che quando si approccia all’allenamento o ad esempio quando guarda delle gare le viene un respiro quasi angosciato..insomma la agita un po’..in piu’ le dicono che la ritmica deve fare male (l’allenamento sulle punte infatti è doloroso come anche le staccate eccetere). Sono molto combattuta in quanto non è un allenamento in forma di gioco ma il tutto viene svolto con una certa rigidità in vista di una futura pratica agonistica.
    Non so se rientra nelle tue competenze però vorrei un tuo parere. Ascoltando il tuo video sul movimento funzionale mi è sorto il dubbio che questo suo stato di agitazione sia dettato dal fatto che l’allenamento non rientra molto nelle sue corde..non so se mi sono spiegata
    Ti ringrazio infinitamente per la tua attenzione.
    Saluti
    Barbara

    • Ciao Barbara,
      complimenti per essere un genitore che si interessa al corretto sviluppo della figlia… sembra scontato ma molti purtroppo non si informano a sufficienza!
      I bimbi di quell’età devono giocare, giocare e ancora giocare. Ci sono tonnellate di ricerche su quanto faccia bene il gioco libero. Un avviamento precoce allo sport invece non fa assolutamente bene, soprattutto uno sport impegnativo come la ginnastica.
      A sei anni va benissimo praticare i giochi tradizionali all’aperto e in palestra, gli sport con la palla ma senza troppe regole e assolutamente senza agonismo, più acquaticità e giochi in acqua che nuoto, e giochi di lotta.
      Ricordiamoci che i bambini devono aver tempo per annoiarsi e inventarsi così i loro giochi. Per lo sport, se proprio lo vuole fare, ci sarà tempo più avanti. Tra l’altro, se sviluppa bene le qualità motorie di base le risulteranno più facili tutti gli sport.

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