Ottobre 8

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La Musica, i musicisti e il Movimento Arcaico

By Massimo Mondini

Ottobre 8, 2014

Ivan Ceccarelli, suonare al meglio, Ugo Ferrari

[vc_row][vc_column width=”1/4″][vc_single_image image=”4593″ img_size=”full” alignment=”center” image_hovers=”false”][/vc_column][vc_column width=”2/3″][vc_column_text]“La grande maggioranza dei musicisti ha la tendenza a suonare come se guidasse un’automobile guardando lo specchietto retrovisore: guardandosi indietro. Tende a suonare giudicando continuamente il proprio operato. Se gli capita di essere correttamente proiettato verso l’avanti ed esegue un passaggio perfetto, bello, si volta indietro e lo giudica pensando: “Che bello”. Automaticamente ciò lo porta a suonare peggio. Se invece il musicista, correttamente, suona con la mente proiettata in avanti e commette un errore, guarda lo specchietto retrovisore e giudica, pensa e s’arrabbia per essersi sbagliato. Da quel momento in poi suona peggio.”

~ Ugo Ferrari
Musicista ed esperto di apprendimento musicale e ritmico

Se escludiamo i principianti assoluti e i professionisti di altissimo livello, possiamo identificare un problema che attanaglia tutti i musicisti, o almeno tutti quelli che si impegnano seriamente per migliorare. Questo problema è molto sentito e potresti percepirlo anche tu: la difficoltà di esprimere sempre il tuo meglio. Spesso porta il musicista ad un certo grado di frustrazione.

È una difficoltà che ostacola l’apprendimento, il perfezionamento e la carriera di un musicista e si manifesta principalmente in tre situazioni:

1) Differenza di performance tra prove e concerto

La tensione di un concerto o di un’audizione, il suonare in luoghi che non conosci e davanti a gente che non conosci, non è per tutti uno stimolo positivo. Anzi, molte persone hanno un livello latente di ansia, di cui si rendono più o meno conto che rischia di peggiorare la performance: se ti è successo di percepire qualche insicurezza che credevi superata o qualche tensione muscolare di troppo, hai a che fare con i segnali di questo problema.

2) Sessioni di prove produttive o non produttive

Quando provi, da solo o con un gruppo, a volte riesci a fare emergere pienamente il musicista che è in te e questo ti porta a migliorare, ad uscire dalle prove soddisfatto e con la consapevolezza che ti sono servite. Altre volte succede di provare, magari anche a lungo, senza che tutto questo esercizio, tutto questo studio e tutto questo tempo diano i risultati che vuoi. E’ un problema molto, molto comune… ed è frustrante perché può accadere anche se ti impegni al massimo.

3) Finestre

Se sei un musicista sai che ci sono giorni in cui suoni meglio e giorni in cui suoni peggio, e questo è normale, siamo umani e funzioniamo in questo modo. E se suoni spesso sai anche che ci sono momenti in cui si “aprono delle finestre” e suoni molto, ma molto, meglio del tuo solito. Questi momenti non sono molto frequenti, ma ti danno un’idea del livello che potresti avere, di quello che potresti essere, rendendo ancora più frustranti le volte in cui non sei al meglio. In quei momenti di grazia, infatti, scorre tutto così meravigliosamente che non solo la qualità della tua musica è molto buona, ma anche tu sei diverso e ti senti particolarmente bene e in armonia con quello che stai facendo. Senti che quello che stai suonando ha il tono giusto e che sei in una condizione ideale: infatti avrai notato che percepisci meno, o proprio non percepisci, le tensioni fisiche che a volte ti danno fastidio. Oppure puoi aver notato che il respiro è così fluido e continuo che non ti accorgi nemmeno di respirare, i tuoi gesti sono leggeri, armoniosi, efficaci ed eleganti, in una parola tutto è musicale.

Se sai a cosa mi sto riferendo, allora sai anche che è molto difficile creare artificialmente le condizioni che ti portano a suonare così; intendo dire che forse ti è capitato di identificare una situazione che ha facilitato questo stato di grazia e hai cercato di ricrearla, non ottenendo lo stesso risultato.

I tentativi

Molto probabilmente ti sei già accorto dei problemi di cui abbiamo parlato e forse hai già tentato di risolverli in qualche modo. I tentativi di soluzione più comuni consistono generalmente nell’aumentare le ore di esercizio, rivolgersi ad insegnanti oppure utilizzare tecniche di meditazione, integrazione psicofisica o di rilassamento, yoga, ecc. Ovviamente tutto aiuta e ti può portare qualche miglioramento, ma, per la mia esperienza, non è la soluzione al problema della difficoltà ad esprimere il tuo meglio.

La soluzione

Aiutare i musicisti a stare meglio, a suonare meglio e a godersi pienamente quello che fanno è una delle cose che mi piace di più. Anche perché implica sbloccare alcune delle abilità più importanti – potremmo dire quelle fondamentali – del musicista. C’è un’abilità, molto precisa e misurabile, che apre le porte della tua capacità di essere al meglio: non a caso chi possiede questa abilità arriva ai massimi livelli ed è considerato, magari già dall’infanzia, un talento; chi invece non la possiede fatica moltissimo e si vede sfuggire i risultati che vuole. Sto parlando dell’abilità ritmica.

La cattiva notizia è che tutta la pratica strumentale o canora del mondo non la può migliorare: la pratica serve eccome, ma può aiutarti solo a raggiungere il massimo livello possibile dato il tuo livello di competenza ritmica. La buona notizia è che grazie a esercizi specifici, ri-scoperti molto di recente ma legati ai movimenti archetipici dell’essere umano, l’abilità ritmica è allenabile e molto migliorabile in tempi brevi.
Avendo testato le abilità ritmiche di più di duecento musicisti, con test precisi al millesimo di secondo, io e i miei collaboratori abbiamo verificato sul campo come il miglioramento di questa abilità di base vada ad innalzare tutte le altre qualità del musicista…ma quella che mostra il risultato più sorprendente è proprio l’abilità di esprimersi sempre più spesso al proprio meglio. Immagina di abituarti ad essere così spesso al tuo meglio che il tuo livello di esecuzione (e di soddisfazione) migliora di giorno in giorno. Questo è quello che può fare il Movimento Arcaico per i musicisti.

ivan-ciccarelli“Senza dubbio il Movimento Arcaico offre un giovamento al corpo ed alla mente sviluppando benessere e spiritualità. L’esperienza : viaggiare attraverso i miei limiti per poi superarli, per poi fondamentalmente alzare la qualità delle giornate”

~ Ivan Ciccarelli, Musicista (Ha suonato con, fra i tanti: Sinead o’Connor (Skin) – Eros Ramazzotti – Jovanotti – Eugenio Finardi – 883 – Antonella Ruggiero – Simona Salis – Frank Gambale – Maurizio Colonna – Gianluca Grignani – Rossana Casale – Anna Oxa – Fabrizio Moro – Susanna Parigi – Arkè String Quartet – Mark Harris – Franco Fasano)[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Massimo Mondini

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