Non c’è del buono in tutto!

Si diffonde sempre di più il concetto che “C’è del buono in tutto!” ma questo è completamente fuorviante e può essere molto pericoloso nell’ambito dell’acquisizione delle conoscenze.

Massimo dimostra il rischio dell’adozione di questo punto di vista con alcuni esempi illuminanti.
Non svalorizzare la tua intelligenza e accendi il tuo senso critico!

È capitato anche te che qualcuno ti abbia risposto “C’è del buono in tutto” mentre ti aspettavi un riscontro ragionato? Raccontaci le tue esperienze e condividi il tuo pensiero (critico) lasciando un commento qui sotto.


  • Bravo Massimo!!! Sono d’accordo con te al 100% e sono anni che vado dicendo la stessa cosa e mi batto con questo “perbenismo spirituale” che non fà del bene a nessuno 😉
    Un abbraccio dal cuore, Simone Focacci.

  • certamente il ragionamento che fai è molto razionale e non vedo perché non dovrebbe esserlo.
    dire che tutto è bene non rientra nei concetti di razionalità, ma nel vivere c’è pure un campo non razionale.
    secondo me non si può mescolare le cose, non più di tanto.. c’è fisica e c’è metafisica..
    razionalmente s’è visto che qualche concetto razionale può intendersi anche a livello metafisico
    e viceversa, ma sempre con una buona capacità discriminatoria e
    non è detto che chi si incammina verso una meta di consapevolezza ne sia dotato.
    quindi se qualcuno, per sua esperienza dice : ‘Tutto è Bene’. direi che si può accettare come una sua storia,
    e non credo si possa dire a costui: ‘Tu dici cose non Vere’ (anche perché il Vero non è di questo mondo).
    d’altro canto se qualcuno dice: ‘State attenti a non credere ed accettare tutto quanto viene scritto,
    usate il cervello e siate capaci di vedere e scegliere tra cose vere e cose non vere’.
    direi che si può comunque accettare come atto di prudenza, purché non sia un metodo di chiusura.
    se su trenta cose due sono vere, non si può dire che tutto è da buttare
    mi bastano quelle due di cui avvalermi, il resto alla malora, ecco..
    Questo è il mio parere e il mio commento.

    • Ciao Pio,
      benvenuto e grazie per aver condiviso il tuo pensiero!
      In quanto essere umano non ho strumenti per sapere cosa è vero da un punto di vista metafisico… e spesso faccio già fatica col punto di vista fisico 🙂
      Ci sono autori che non si fanno il minimo problema a spacciare come verità assodate una serie di congetture che si possono definire pure idiozie.
      Il motto “c’è del buono in tutto” è pericoloso perchè, se uno lo abbraccia, rischia di far passare come vere le idiozie anche se ad una prima lettura le ha colte come tali; è un processo mentale molto semplice: “ah l’autore afferma Z che riconosco come valida/utile ecc quindi forse anche X e Y che ho letto prima forse sono valide, utili ecc. “.
      Non è un discorso sul credere o non credere, sul vero o il falso (questo magari lo affrontiamo in un altro video) ma sul fatto che un testo o un corso possa essere ritenuto valido perchè contiene una minima percentuale di cose valide.
      Ultimamente ho sentito questa tendenza preoccupante: libri di crescita personale scritti in un italiano che dovrebbero strapparti la licenza di scuola primaria, accozzaglie di concetti vaghi e inutili, riferimenti totalmente inesatti alle scienze (in primis meccanica quantistica e neuroscienze) , esercizi che non funzionano, meditazioni che indeboliscono, sono giudicati positivamente dal lettore perchè questi ha trovato all’interno del testo o del percorso uno o due concetti che reputa buoni.
      E’ pericoloso per il nostro senno.
      Sarebbe come se in una cassetta di mele fossero tutte marce tranne due… giudichi il negozio buono perchè c’erano due mele ottime (su tre kg che hai pagato) e soprattutto… ti mangi anche quelle marce? Perchè è questo che sta avvenendo e lo si vede da quello che sta comprando e seguendo molta gente.
      Con le mele i nostri sensi ci salvano (vista, tatto, ecc) con concetti/eserciz/stimoli di formazione ci deve salvare il nostro pensiero critico che deve essere sì basato su una mente aperta ma anche su un preciso susseguirsi di valutazioni e parametri molto chiari.

      • Ciao Massimo,
        penso che di base posso davvero concordare con Te : se vedo due mele buone in una cassa di mele marce in un negozio, sicuramente non compero le mele e se possibile magari cambio pure negozio.
        Come dice pure Simone esiste un certo conformismo di superficie che si arrabatta di mescolare vaghi concetti farciti da parole ‘giuste’ per vendere il ‘prodotto’, ma è chiaro che questo non porta bene
        ed eventualmente solo denaro al portafoglio dell’ipocrisia. Si diceva un tempo, di essere candidi come colombe ma astuti e spietati come serpenti. Direi che un buon equilibrio nell’apertura di mente e cuore,
        potrebbe fornirci un buon sostegno nel cammino e possibilità nel discernimento..
        un Abbraccio di Buon Cammino
        PIO

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