Mal di testa? Non farti del male

Di Massimo Mondini

02/07/2014

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Il Corriere della sera ha pubblicato un articolo molto interessante su un problema che riguarda molti: le cause della cefalea. É commentato, tra l’altro, dal Dott. Manzoni, col quale ho avuto diversi colloqui anni fa quando stavo preparando il mio programma, No Mal di testa, per dissolvere la stanchezza e le tensioni che contribuiscono, spesso in maniera decisiva, a generare il mal di testa.

Il punto dell’articolo è la relazione tra clima e cefalea: in sintesi, uno studio sancisce che, nonostante le tanto diffuse credenze popolari, non c’è nessuna relazione apprezzabile tra le condizioni meteorologiche e l’odiato mal di testa.
Mi sono venute subito alcune considerazioni da fare.

Forse non ci sarà una relazione diretta, ma tutti sappiamo che i fattori climatici agiscono su altri fattori fisiologici, come ad esempio il tono muscolare o la vasocostrizione che, in qualche modo, possono favorire o meno l’insorgenza della cefalea: sarebbe interessante indagare questi un po’ più nel dettaglio.

Non solo: anche la quantità di luce solare alla quale siamo esposti può far variare, e di molto, alcune funzioni, quali ad esempio la produzione di melanina e altri regolatori. Anch’essi, in maniera più o meno diretta, possono influenzare il mal di testa (oltre che l’umore, la vitalità, la risposta sessuale, ecc.).

I cambiamenti del tempo, e quindi di pressione, influiscono sulle articolazioni… e una cervicalgia ci mette un attimo a diventare cefalea.

Con questo non voglio criticare lo studio, anzi credo che i temi relativi ai fattori ambientali e l’andamento della salute e del benessere debbano diffondersi sempre più, solo che è importante leggere i dati approfondendo e senza trarre conclusioni affrettate o “dogmatiche”.

Una cosa che secondo me non viene mai sottolineata abbastanza, e che è veramente importante per chi soffre di mal di testa, è che l’igiene deve venire prima della terapia.

Cosa vuol dire?

In moltissimi casi tanti nostri dolori ormai così diffusi da essere considerati normali – come ad esempio il mal di schiena, il mal di testa, il mal di stomaco, la cosiddetta “sindrome da colon irritabile” ecc.- non sono altro che la ribellione di un organismo che non ne può più dello stile di vita scorretto e dei tanti insulti che ogni giorno si prende.

Il frutto di errori ripetuti con più o meno frequenza che si accumulano e danneggiano i nostri beni più preziosi: la salute, il benessere, la piena efficienza del nostro sistema mente-corpo.

Igiene vuol dire semplicemente evitare di farsi del male. Se poi, una volta che hai rispettato le norme igieniche, insorge comunque una patologia, allora ha senso intervenire in maniera terapeutica… coi metodi e le strategie che tu e il tuo terapeuta ritenete più opportune.

Ma seguire una terapia, anche se di tipo olistico/alternativo/olografico/ecc. senza essersi accertati di non fare danni a monte, non è molto intelligente… nel caso di un terapeuta credo che prescrivere una terapia, senza essersi accertato di eventuali comportamenti antigienici da parte del paziente sia veramente poco rispettoso… Non dimentichiamo la regola del “primo non nuocere”.

Ecco, è proprio il “primo non nuocere” che dobbiamo avere in mente quando qualcosa ci fa male… capire che il nostro stile di vita, le nostre abitudini, i nostri pensieri e le nostre azioni sono in primo luogo i fautori, o i distruttori, del nostro benessere.

Che senso ha seguire una terapia se poi alla base stai continuando a fare qualcosa che ti danneggia? Che senso ha incerottarti il dito se hai intenzione di continuare a prenderlo a martellate?

Insomma credo che il concetto sia chiaro.
Purtroppo ci sono tantissime persone che soffrono di dolori più o meno cronici e che non hanno la più pallida idea di come questi effettivamente siano causati da abitudini sbagliate; in questi casi prendere farmaci è, secondo me, la soluzione che ti consente di continuare a fare sbagli e peggiorare la situazione.

Quindi, prima di pretendere dal medico, la ricetta, fatti consigliare quali sono le cose da fare, e soprattutto da non fare, per facilitare la guarigione. Se non ti risponde o se ti da risposte vaghe, insisti… se insistere non serve, cambia medico.

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  • Ottimo articolo per questo bel blog.
    offri molte indicazioni intelligenti per imparare a diventare responsabili nella cura della propria persona.
    La presa di coscenza della responsabilità personale nei riguardi della propria salute è uno dei più grandi passi che l’uomo moderno possa fare.

    Un appunto:gli studi scentifici non sono mai dichiarazioni definitive accettate ed immutabili inerenti un dato argomento.
    Lo studio scentifico riguarda il punto della situazione,di un dato argomento,allo stato del momento in cui esso viene effettuato,ma è assolutamente confutabile dalla comunità scientifica(e a ben vedere,quando si leggono certe cose,anchè dal comune buon senso).
    Oltretutto spesso ne viene riportato solo una parte;è facile farne uso strumentale,e spesso,se si dovesse leggere nel dettaglio su che campionario è stato fatto lo studio(quante persone,di che età,condizioni di salute,etc etc),metodologia scelta per effettuarlo,tipo di ricerca effettuata nel dettaglio,etc,etc,si potrebbe scoprire che il significato dello stesso viene travisato od usato scientemente giusto per spingere un argomento che si vuole sostenere.
    è per questo che il lettore attento può trovare indicazioni scientifiche,sostenute da “studi”,assolutamente opposte.
    Un esempio fra molti:
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    Esattamente la settimana dopo usciva,nel successivo supplemento:”ricercatori scrivono uno studio scientifico che evidenzia come assumere zuccheri prima dello studio,renda più difficile il lavoro,a causa del picco insulinico che genera sonnolenza e torpore….”.
    Bel modo di fare informazione.
    O ci si pone qualche lecita domanda e si rimane vigili,o ci comportiamo come i semafori:un minuto è rosso….stop….il minuto dopo è verde….via…..ma guardare a destra e sinistra con buonsenso:no?!?

    • Ciao Daniele e grazie per il tuo commento,
      sono aun accanito lettore di studi scientifici e so bene che, soprattutto in determinate branche, si contraddicono, e che molto spesso hanno vizi di forma.Il grande Robert Anton Wilson diceva che ciò che il pensatore pensa il prvatore prova :-)) Vuol dire che quando un ricercatore sviluppa una teoria, guarda caso, poi struttura uno studio che la dimostra.
      Gli studi sono importanti come punto di riferimento ma è ancora più importante sviluppare una mentalità scientifica adatta a interpretarli e il pensiero critico per metterli adeguatamente in relazione tra loro.

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